Divento tuo social amico perchè Parola d'ordine: condividere, ma anche partecipare ed interagire. I social network sono foto, video, sondaggi, tweet, stati, like, retweet, commenti, +1, pin; ma nel rapporto-interazione "azienda-utente" cosa cambia? per un brand basta esserci sui social network, lasciando l'interazione come un accessorio? sicuramente i social media contribuiscono a convertire le interazioni in conversioni per il brand, ma migliora la stima dell'utente verso quel brand?

Un'azienda ti vuole come "amico" per accrescere la tua fiducia nel brand ed in definitiva verso i prodotti proposti e questa amicizia va coltivata come nella vita reale. Ma ciò che pensa un cliente, è lo stesso che pensa un marketer?

Gli utenti si iscrivono ad una pagina di un brand per ottenere sconti o promozioni, per essere aggiornati sui nuovi prodotti e per far sapere agli altri che sono dei fan.

I marketers pensano che un utente si iscriva alla pagina del brand per i contenuti proposti, per interagire con esso e per conoscere news e nuovi prodotti.

Esiste un evidente differenza fra le motivazioni di utenti e marketers. Quindi ogni strategia di social media deve prevedere che l'attenzione dell'utente sia ricambiata con un premio, uno sconto, un coupon, una promozione riservata, un gadget personalizzato.

Come è possibile che solo meno del 10% dei brand (e per la maggior parte extra europei) proponga ai propri "social amici" un regalo?

Meditare. 

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Quando entri in un sito web dopo aver fatto una ricerca su un motore, ti rendi conto subito se il contenuto che hai davanti è davvero ciò che cercavi. Uno spider o crawler dei motori di ricerca, quando naviga in un sito è abbastanza passivo (e come non potrebbe essere così), rispondendo a regole e parametri che determinano un punteggio. Un software ovviamente non sa di cosa si sta parlando nella pagina e nemmeno sa determinare quale siano le informazioni più importanti, da un punto di vista semantico, per gli utenti.

Questa differenza, spiega di riflesso che cosa sia la semantica


La semantica ci aiuterà a cercare velocemente

Una vera ricerca semanticapermetterebbe a Google, Yahoo e Bing di mettere in relazione le richieste degli utenti con dati, informazioni, posti e persone opportunamente marcati semanticamente con dei microdati.

Già da un anno circa Google, Bing, Yandex e Yahoo hanno sottoscritto un progetto chiamato Schema.org per condividere un markup semantico che permetta ai webmaster di utilizzare tag comuni per markuppare le loro pagine in modo univocamente riconosciuto dal motore di ricerca

Dare un senso compiuto ai dati raccolti durante la spiderizzazione.

I microdati (supportati pienamente in HTML5) permettono inserire informazioni di tipo semantico/significante dentro le pagine web.

SEO guru/manager si rilassino, perchè al momento l’impatto sul SEO dei siti web non è certo e Google stesso non ha ancora reso noto quanto questi marcatori semantici influiscano sul ranking di un sito. Io credo che se i Motori di Ricerca hanno aderito a Schema.org, i microdati hanno un ruolo importante e i rich snippet sicuramente interagiscono col CTR di Adwords. 

Chi utilizza CMS open source Drupal, Wordpress, Joomla può facilmente allinearsi con i rich snippet attraverso appositi plugin che taggano il contenuto delle singole pagine web. Il vantaggio? Per esempio si occupa un'area più grande nei risultati di ricerca, in quanto lo snippet viene arricchito con link e dati di che catturano l'interesse di chi ha effettuato la ricerca.

Parto col dire che troppi grafici improvvisati propongono di realizzare loghi, con l'effetto di scontentare sempre il committente e di far sorridere un professionista di settore. Un logo non nasce dall'improvvisazione, quasi mai. 

Prendiamo Apple, la terza versione del logo della mela morsicata. La perfezione non è casuale, infatti i cerchi che vediamo tracciati e che delineano il logo, sono legati alla sequenza di Fibonacci, alla costante di Fidia (1.61803398874989..........), ecc.



Caro cliente, realizzare comunicazione e un buon logo, non deve obbligatoriamente passare da tutto questo, ma nemmeno da un copia/incolla delle forme di Photoshop. 

Meditate logo designer, meditate.

Quasi tutti i media sono autoreferenziali, quasi tutti i politici sono autoreferenziali, i freeelance sono autoreferenziali, i pubblicitari sono autoreferenziali per definizione.

Autoreferenziale è chi parla bene di se, delle proprie capacità, esaltando le proprie doti.

Siamo di fronte a messaggi auotreferenziali sulle pagine pubblicitarie dei giornali, sui maxi cartelloni pubblicitari, negli spot televisivi, in radio, sui siti web (siamo il miglior tour operator, siamo la miglior web agency), siamo quasi sempre di fronte a messaggi autoreferenziali. 

Là dove c'è meno strumento culturale e limitate classi di giudizio per valutare un valore, l'autoreferenzialismo readica e profilefera meglio. Nonostante che i politici siano super referenziali (e presenzialisti, sopratutto in campagna elettorale) ed i media siano i mezzi di comunicazione autoreferenziale a diffusione di massa, tutto ciò non paga più.

Gli utenti sono stufi delle parole e la credibilità non si inventa con le parole. Promettere e non mantenere è la regola diffusa, quasi accettata dal meccanismo commerciale.

Ma se non fosse tutto così?

Noi di Keyweb ci mettiamo la faccia, sempre e comunque. Nasciamo in un momento difficile (da pazzi), ma lo facciamo con passione, coscienza e qualità.

Offramo qualità nel web, nella comunicazione e nel marketing. In Sardegna ai tempi dell'autoreferenzialismo, deve pagare per forza.

Punto primo, un sito web non è una semplice brochure, ma uno strumento di comunicazione dinamico, altamente informativo e facilmetnte fruibile. Punto secondo, un sito web è utilizzato dagli utenti e per questo deve essere usabile su tanti dispositivi, veloce al caricamento delle pagine, compatibilità con diversi browser e (non guasta mai) ottimizzato per i motori di ricerca.

I template grafici preconfezionati?
Lasciateli ai disperati del web, un sito deve essere comunicativo, deve rappresentare bene ciò che fate e siete. Il sito presenza è morto. Si può fare una buona comunicazione a costi ridotti, basta avere idee.

Anche il copia-incolla dei testi è veramente deleterio.
Scrivere i contenuti del proprio sito web significa renderlo unico ed essere sicuri di raggiungere gli utenti giusti e realizzare i propri obiettivi.

Scegli bene il tuo target

La parola d'ordine è PERSONALIZZARE sempre e tutto.


Come in mille altre situazioni, mi sento di dire che il problema spesso è conoscere il proprio target.
Voglio sottolineare che il primo passo per avere un sito con un carattere e ritagliato sull'utente, è analizzare il target e gestire le informazioni che abbiamo.

ANALISI prima di tutto. 

Lingua, provenienza geografica, device utilizzato, abitudini orarie, fascia di età, metodo di navigazione, prodotti richiesti, servizi ricercati, concorrenti. Sapete leggere Google Analytics e ne ricavate informazioni utili?

Un sito web non è una brochure che consegnate a chi volete voi.
Un sito web va targettizzato prima.
Un sito web è una risorsa.

Un sito di e-commerce (o anche booking online) deve vendere, ma spesso per raggiungere lo scopo si pensa solo al web marketing, alle landing pages, ad Adwords, dimenticandoci che prima di tutto parliamo di un modello di e-business.

Mille e-commerce sbagliati

Quindi prima di tutto miglioriamo la nostra piattaforma di e-commerce, anche se mi verrebbe da essere più drastico e dire miglioriamo la nostra idea di e-business; perchè spesso è proprio la strategia di business che ha grosse falle.

Vediamo cosa ottimizzare nel sito web e migliorare l'usabilità dell'e-commerce.

  • Rassicura il tuo potenziale cliente in ogni azione che fa. Il classico dubbio è sempre sulla sicurezza del sito per lasciare la carta di credito. Certificazioni e certificati di sicurezza sono fondamentali.
  • Personalmente preferisco un carrello elettronico che permetta di fare acquisti senza effettuare una registrazione.
  • Se preferisci la registrazione obbligatoria, dai un motivo valido per farla, tipo un coupon di sconto o la possibilità di gestire il proprio account.
  • I coupon sono sempre ben accetti e danno motivazioni al cliente
  • In fase di acquisto mostrare il riepilogo di quello che l'utente sta acquistando, quindi un carrello elettronico sempre visibile è utilissimo.
  • Preferisco procedure di acquisto con pochi click. L'utente in alcuni settori, deve effettuare un acquisto emozionale quindi ogni click è prezioso.
  • Un numero di telefono per l’assistenza clienti è assolutamente necessario. Durante un acquisto può succedere di tutto e anche dopo l'utente deve poter chiamare per informazioni. 
  • Non forzare il cliente ad immettere tantissime informazioni in modo complicato. La compilazione dei campi deve essere semplice e controllata da validatori. 
  •  Dare la possibilità di inserire un indirizzo di spedizione differente dall'indirizzo di fatturazione e permettere di copiare i dati, senza ridigitare i dati.
  • Un buona thank you page che dia al cliente la certezza di essere in uno shop strutturato, ma ancor di più di aver acquistato da un'azienda seria.

by www.keyweb.it

 

Nel 2010 Google ha lanciato, ma solo negli USA, la possibilità di associare nella Street View di Google map la visita virtuale di qualsiasi struttura ricettiva. Il progetto poi si è spostato in Europa su tre nazioni campioni, Danimarca, Svezia e Spagna; dall'estate 2012 è arrivato in Italia, ma con una diffusione lenta e con la solita velocità e diffidenza italiana.

Google Business Photos è una visita virtuale dell'hotel che viene associata nella Google map alla classica street view, dando all'utente una informazione ancora più precisa e dettagliata dellla struttura. Il servizio in Italia è ancora scarsamente conosciuto fra gli albergatori e comunque richiede un piccolo investimento dovendo ingaggiare un fotografo certificato Google che proporrà un costo.

Una premessa, credo che il rapporto qualità/prezzo sia molto vantaggioso ed il servizio molto utile; detto questo alcune considerazione.

  • Come in ogni presentazione di hotel, occorre essere trasparenti e non mostrare solo l'ala ristrutturata e le suite. Il tour virtuale rischia di accentuare ancora di più il vizio di mostrare solo il bello e quindi l'aspettativa dell'utente, che vi ha scelto per il virtual tour, sarà maggiormente delusa.
  • Google Business Photos non garantisce maggiore visibilità sulla Google map, in quanto Google non enfatizza nè valorizza il servizio.
  • Se l'hotel è architettonicamente bello, attraente e particolare, allora la visita panoramica degli interni aumenterà la propria capacità di porsi all'utente. Ottimo strumento per design e boutique hotel; ma se la struttura, pur ottima, ha camere in serie e standard, la visita virtuale serve a poco. 

Non ho ancora statistiche certe, ma se fossi un albergatore, all'interno di un piano di web marketing per hotel, sarei sicuramente ben predisposto verso un si al Google Business Photos, magari facendo un intelligente allestimento hotel prima del servizio fotografico.

Saper analizzare le chiavi di ricerca

Prendiamo una piccola attività commerciale che decide di sfruttare la visibilità su Internet ed allargare il proprio giro di contatti. Pianifichiamo una campagna di Adwords con semplici regole e qualche conoscenza di Social Media MarketingGoogle TrendsKeyword Research Tools ed ottimizzazione del sito web.

  1. In un incontro, parlare ed analizzare il lavoro dell'attività
  2. Scegliere le parole chiave possibili per il settore dell'attività 
  3. Determinare la popolarità e il punteggio di concorrenza di ciascuna delle parole chiave
  4. Scoprire e ricercare altre utili parole chiave correlate
  5. Controllare con Google Trends le prospettive e le proiezioni delle chiavi di riferimento
  6. Fare qualche ricerca su come la parola chiave viene utilizzata nelle conversazioni che avvengono sui social network
  7. Fare qualche ricerca competitiva e individuare le parole chiave dei siti concorrenti
  8. Restringere a poche chiavi di ricerca l'azione di ottimizzazione sul sito web
  9. Scegliere una buona Agenzia SEO, serie e competente
  10. Diffidare da chi promette risultati SEO garantiti ed a basso costo    

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Nuovo attacco a Facebook, gli hacker in caccia di password e informazioni personali. L'attacco è arrivato dall'interno, ovvero dai pc portatili di alcuni dipendenti del social. Ovviamente Zuckerberg e soci hanno subito rassicurato  il miliardo di amici, facendo sapere che «non ci sono prove che i dati degli utenti siano stati compromessi».

Ecco due riflessioni. Se il tuo sito è sotto tiro non ci sono misure di sicurezza che tengano, scontato. Seconda riflessione, ma stare su Facebook a cosa serve?

E' utile nel business? funziona a livello di marketing? personalmente rispondo no! la risposta è motivata.

Il CTR medio di Facebook è bassissimo, circa un decimo di Google; le persone stanno su Facebook a chiacchierare, cercare foto e leggere pettegolezzi e non sono propensi ad acquistare. Facebook non ha un'usabilità semplice e richiede un buona dose di pazienza per l'apprendimento funzionale. Facebook ha un layout anti conversione e direi anche giustamente, in quanto non è nato per fare quello. La targetizzazione pubblicitaria non è precisa e spesso viene intesa come fastidio dall'utente medio Facebook, che la ignora. Mancano le classiche call-to-action in page e le eventuali installazioni di app sono complesse e richiedono autorizzazioni oltre la pazienza comune.

Insomma le aziende stanno su Facebook perchè le agenzie continuano a proporre l'indispensabile presenza su Facebook. Che poi non convertano nulla queste pagine, è un altro discorso, ma il marketeer di ultima improvvisazione è diventato sempre più un commerciale, che un analista. Infatti tutti i venditori di pubblicità di qualsiasi tipo, di marketing ne capiscono mediamente poco. Per forza sono commerciali mica marketing manager.  

Poi il trend dice stiamo su Facebook e allora su Facebook bisogna starci. 

Faccio alcune premesse e fisso dei punti.

  • Sono ormai molto diffusi i sistemi di gestione dei contenuti che permettono agli utenti di basso livello di realizzare siti web, anche senza scrivere codice. I vari CMS open source (Drupal, JoomlaWordpress) permettono ottimi e stabili risultati.
  • Gif animate e colori senza senso sono in via di estinzione
  • I siti in Flash, salve rare occasioni, stanno scomparendo, lasciando spazio a siti dinamici, gestibili e usabili. Tantissime animazioni possono essere realizzate in HTML5, con Scriptaculous, CSS3 e altre soluzioni. Ricordo che Flash era la scoperta del secolo.
  • Si va verso una migliore realizzazione dei siti web con i fogli di stile separati e un minimo di attenzione al multi browsing. Se solo si facesse attenzione anche al multi device, sarebbe un bel passo avanti.

Personalmente ritengo che tutti questi passaggi abbiano un effetto positivo sulla qualità media generale dei siti web che incontriamo sulla nostra navigazione. Anzi credo che per i web designer sia uno stimolo molto interessante a conoscere meglio il web e le potenzialità di alcuni strumenti (CSS3 e HTML5 su tutti). Credo che la strada sia una forte specializzazione ed una professionalità e competenza tecnica di più alto livello. Un web designer non può non conoscere le problematiche di programmazione codice.

La cosa che mi piace sottolineare è che nel settore del web design le grandi multinazionali non hanno sviluppato monopolio, al contrario le comunità Open Source, dove tutti sono autori e fruitori della tecnologia, hanno di fatto dettato gli standard CMS. Credo nelle boutique creative, dove 3/4 figure altamente specializzate sono in grado di realizzare comunicazione, programmazione e design di qualità.


Breakpoint set di Clarke

Il web designer attualmente ha la necessità di realizzare siti web che siano ben visibili su tutti i dispositivi e di conseguenza su tutti gli schermi. E' l'evoluzione del concetto "diverse versioni del sito web a seconda dei dispositi dell'utente". Realizziamo un sito web che risponda all'ambiente dell'utente, quindi browser, schermo, piattaforme e device. 

Si dirà, beh finalmente.
Quindi il responsive design non è un'ottimizzazione di un sito web per un mobile device, anzi è esattamente un concetto opposto. Secondo aspetto, non è necessario imparare un linguaggio di programmazione nuovo, occorre solo approfondire meglio HTML,  CSS e scripting.

Mi sento di dire che si tratta di utilizzare il buon senso e le pratiche di cross-browsing in maniera estesa e con qualche strumento nuovo a disposizione. Ovviamente parlo di Ajax e j-Query.

Breakpoint, ovvero cambi di layout in base al device o al contenuto e media query, ovvero le regole da applicare, sono gli strumenti base del responsive design.


<link href="/colore.css" media="screen and (device-aspect-ratio: 16/9)" rel="stylesheet">

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