Tweetta e Paga online I social network si lanciano nel business delle transazioni online. Twitter, attraverso il gateway di American Express ha appena lanciato un pagamento attraverso uno speciale hashtag. 

Twitter diventa una sorta di carrello elettronico (o meglio di piattaforma di pagamento a distanza) per gli utenti Amex; attraverso uno scambio di tweet con @AmexSync e hashtag speciali, ovvero PIN, si può comunicare l'intenzione di acquisto di un prodotto. Si completa l'intenzione di acquisto via email, naturalmente la propria carta American Express deve essere collegata al proprio account Twitter.


Networking on page

Ogni seo specialist o web marketing manager deve seguire questi semplici regole per pianificare una buona strategia di link building sui contenuto del sito web; la capacità personale, l'esperienza e fortuna (sì perchè non guasta mai!) faranno la differenza.

  • Progettare sempre i contenuti, dando la giusta importanza alla parola chiave da far salire sui motori di ricerca, senza cadere in keyword stuffing. Non duplicare mai i contenuti altrui con un copia e incolla spudorato.
  • Valutare gli anchor text secondo le corrispondenze non esatte per in incorrere in percentuali di dendsità troppo alta in pagina.
  • Proteggere la home page, in quanto Panda e Penguin non digeriscono anchor link ripetuti; quindi distribuire i link in tutte le pagine. Uscire da una penalizzazione è sempre problematico.
  • Sovra ottimizzare determina una perdita di autorevolezza da parte di Google; la soluzione è sempre mixare fra parole chiave secche e chiavi lunghe.
  • Inserire i link immersi nel testo ed in maniera coerente al testo stesso. Ogni link deve sembrare naturale, non ripetuto,  immerso in circa 300 parole.
  • Fare attenzione al Posting selvaggio. Google a breve penalizzerà i post sfacciati degli utenti che utilizzano come firma anchor text. Evitare firme anchor come tattica di link building.
  • Fare strategia temporale nelle azioni da effettuare, soprattutto su un sito web nuovo. Il primo obiettivo è aumentare la credibilità nei confronti del motore di ricerca, tutto e subito non si può avere.
  • Creare contenuti attinenti, buoni, scritti bene e sensati. Un sito di genetica molecolare non potrà ospitare il link alla pagina di un hotel di Olbia.
  • Essere presenti con video ed immagini su Youtube, Pinterest, Instagram, Flickr, Picasa. Facendo descrizioni e inserendo tag corretti, naturali e inerenti. Ogni azione deve essere orientata alla maggiore visibilità e all'aumento del trust rank.
  • Integrare la propria strategia sui Social Network è diventato necessario per essere autorevoli, riconoscibili e conosciuti. Naturalmente la presenza sui social network deve essere costante, come la natura del media impone.

Oltre a questi semplici dettagli, fatti dare altri consigli mirati dalla nostra web agency.
www.keyweb.it (vedi sito web)

Quando si progetta o si propone un sito, una comunicazione, una grafica, una pubblicità, sono un fautore dell'astrazione mentale, per produrre una riduzione dei tempi e dei costi. Ma il committente non ha mai la stessa capacità di visione. Colpa del committente? Certo che no.


La scala impossibile

E' disabitudine, diseducazione grafica, passività indotta dai media, inesperienza di campo.

L'organizzazione visiva è una categoria mentale che va coltivata ed educata. Ecco un breve suggerimento per cominciare. 

Tutti scrivono documenti. In alcuni documenti (e occasioni) l’elemento grafico è espressivamente prevalente rispetto al contenuto. In questo caso, trasformare le immagini in testo può risultare un ottimo esercizio per migliorare la tua organizzazione visiva. Trasforma le informazioni in schemi, tabelle, grafici, liste ed elenchi puntati. 

Oppure allenatevi a montare i mobili dell'Ikea, i fogli di istruzioni sono un ottimo esercizio di organizzazione visiva, testi scarni o inesistenti e solo disegni. Corpo e mente saranno poi pronti a valutare una bozza grafica con una rinnovata capacità astrattiva.

Due concetti fondamentali per inquadrare cos'è il Viral Marketing, "costo ridotto" e "grande diffusione". Tutto cioè che è marketing e cozza con questi due concetti, non è virale e non fatevi ingannare dagli spacciatori di viral marketing. Uno strumento di verifica della "viralità" è la curva di diffusione dell'oggetto che deve essere strettamente esponenziale (y=a^x).


L'azione è di diffondere il nostro "prodotto" attraverso un altro strumento veicolante, gratuito, semplice e veloce.

Un semplice esempio di strategia di marketing virale è l'azione messa in piedi da Hotmail. In un anno 12 milioni di nuovi utenti di posta con un semplice messaggio in coda ad ogni email: "Anche tu puoi ottenere il tuo indirizzo email gratuito su www.hotmail.com". 

Tre ottimi esempi di viral marketing che propongo spesso:

  1. E-book. Avere prima di tutto una conoscenza e saperla mettere su carta. La strategia è di concedere gratis una copia del nostro ebook con la clausola di lasciare inalterati i contatti e favorire "ad copy".
  2. Infographics. Disegnare una tavola grafica che riguardi la vostra attività, un aspetto di questa o un passaggio mentale. Includete il vostro contatto come autore e date il permesso di pubblicare la tavola grafica in altri siti web.
  3. Software. Condividere una piccola web app, una toolbar o una versione trial di un tuo software con i visitatori del tuo sito. Come negli esempi precedenti dovremmo inserire contatti e ad copy per pubblicizzare il nostro messaggio finale.

Scopri altre informazioni interessanti sul viral marketing su www.keyweb.it 

Ci piace molto lo strumento di social-guerilla-marketing dell'infographics. Attraverso uno studio grafico è possibile catturare l'attenzione, comunicare dati schematicamente e comprensibilmente, attirare link esterni... comunicare. 

A questo indirizzo è possibile visualizzare un'infographics (in ottima risoluzione) sull'andamento dell'ecommerce negli Usa. Vedi infographics.

Il Revenue Management nel settore alberghiero è diventato ordine del giorno standard a riunioni di associazioni, conferenze, convegni turistici. Ogni direttore di hotel è ormai convinto che il Revenue Management aggiunge valore al business della struttura ricettiva. 

Due scuole di pensiero a confronto. Chi pensa che il Revenue Management è meglio applicato ad un certo numero di singoli hotel, magari piccoli e con una medesima gestione (catene di marchio fondamentalmente), che hanno una struttura centralizzata, dove pianificare una strategia zonale (che sia un territorio o una regione) ed elaborare dati con continuità. La mia opinione è che in questo caso le risorse economiche vengano utilizzate nel modo più efficace e si possa effettuare una programmazione anche a medio termine. La struttura centralizzata può utilizzare personale altamente specializzato per la gestione turistica ed avere accesso ad informazioni analitiche condivise. Con una buona intranet aziendale (un booking online centralizzato?) le decisioni sono immediatamente comunicate, in modo univico e senza errori. 

Si possono portare anche argomentazioni valide a favore della centralizzazione (o localizzazione a seconda del punto di vista). A mio parere il problema centrale è avere una qualificata competenza locale in ambito di gestione turistica. I dati a disposizione saranno minori, i macro dati andranno recuperati ed avranno l'attendibilità dettata dalla nostra fonte, ma per quanto riguarda l'investimento IT (hardware e software) i costi sono sicuramente più contenuti. I locali possono avere una conoscenza e consapevolezza del prodotto turistico migliore e possono essere più agili nella negoziazione. La gestione allotments e il last-minute pricing sono decisioni da poter prendere con minori ripercussioni e riflessioni.

Un errore comune che noto spesso è non pensare da grandi pur essendo locali.

Ogni hotel, anche piccolo, deve determinare che cosa funziona meglio in un determinato momento con gli strumenti dei "grandi". Ad oggi booking online, sistemi di analisi turistica, CRM, software gestionali turistici, channel manager, GDS, IDS sono alla portata di tutti gli hotel. 

Il problema fondamentale è che troppo spesso gli hotel pensano da "piccoli e locali"

La creatività è la via d'uscita per attivare le idee utili. Serve in ogni occasioneper uscire dalle cose comuni e standardizzate. Attivare, ovvero realizzare graficamente, idee per un progetto di pubblicità, di una brochure o  di un sito web è il processo che preferisco nell'arco temporale analisi-consegna lavoro.

La creatività grafica è un intreccio fra bagaglio culturale, curiosità e usabilità. Quest'ultimo aspetto mi piace citarlo perchè è quello che indirizza la creatività in un canale di utilizzo concreto del manufatto o del sito web. Ecco, la creatività grafica fine a se stessa non combacia mai con l'esigenza specifica. 

La tensione fra esigenza e creatività libera, deve generare il progetto giusto. Esistono progetti grafici giusti, difficilmente belli o brutti in assoluto. Esitono forme di comunicazione adeguate ad un contesto, la grafica che funziona a volte esce dai canoni; è una scintilla che funziona.. perchè si. 

Il pensiero crea, la tensione modula, la scintilla produce un progetto di comunicazione contestualizzato. Si può meccanizzare tutto ciò? Il pensiero creativo può essere attivato?

Utilizzo almeno cinque catalizzatori di idee condizionanti:

  • Brainstorming
  • "Se fosse.."
  • Perchè utilizzo il prodotto/oggetto
  • Associazione dell'oggetto con un materiale
  • Quattro aggettivi caratterizzati

Il social network più famoso al mondo, Facebook, ha presentato ilnuovo “Graph Search“.

Graph Search non è un web search, funziona diversamente dai più classici motori di ricerca come Google, restituisce i risultati pescandoli esclusivamente dai dati contenuti all’interno di Facebook.
Utilizzando Graph Search sarà più facile creare connessioni con altre persone in base a comuni interessi oppure potrà essere utile per conoscere locali e ristoranti. Quest’ultima funzionalità potrebbe spaventare non poco i tanti servizi di Local Search.

Quando si parla di Local Search e di motori di ricerca, non si può non parlare di pubblicità. In questo senso è la stessa Facebook a pubblicare un “How to” (Introducing Graph Search: Help People Discover your Business) su come posizionare al meglio il proprio business all’interno dei risultati del Graph Search.

Dopo tanto dire è andata online la discussa ricerca voli aerei di Google. La nuova funzionalità di ricerca voli (visibile qua) è stata messa online senza grandi annunci, quindi evidentemente è ancora una versione beta, ma tanto basta per pensare a rivoluzioni sugli scenari del booking online dei voli aerei.

Per ora la piattaforma di booking ricerca solo in USA, ma credo che sicuramente, dopo accordi e test, verrà estesa a tutto il mondo. Google voli entra in competizione con Bing e Kayak, con la propria identità, un concetto di ricerca leggermente diverso e piuttosto veloce nell'esecuzione. 

Come dice il blog Google Inside Search (Google ricerca voli), il Flight search avrà come punti di forza: 

  • Risultati veloci
  • Sapere quando conviene viaggiare
  • Grande varietà di filtri sui voli

Tanti video emozionali e con ottime musiche, panorami mozzafiato. Tutto già visto e molto visto, sicuramente bello, ma occorre qualcosa di diverso. Occorre sperimentare qualcosa di diverso e che stuzzichi la fantasia, anche che faccia piacevolmente sorridere (vedi booking.com negli USA). 

Ovunque, sul sito web dell'hotel, nelle descrizioni dell'hotel sui vari portali, sui social network e nei video promozionali dell'hotel, non date mai informazioni esagerate e che non siano corrispondenti a verità. 

Puntate su altro. Magari, il cibo o l'accoglienza potrebbero essere aspetti da evidenziare; di sicuro se non siete in riva sulla spiaggia di Phuket o alla partenza della funivia del Monte Bianco non generate in false aspettative.

Il primo punta di forza di un hotel è l'onestà, fatela sempre emergere quando realizzate una campagna di marketing per la vostra struttura.

Ho scoperto per caso questo video promozionale di un hotel e ne sono rimasto entusiasta.

Sul totale delle prenotazioni prodotte dal sito web degli hotel, in media, il 56% (fonte HeBS ) viene dai risultati sui motori di ricerca, organici (SEO) e a pagamento (campagne PPC). I dati in Italia sono su in linea con questi dati globali, anche se personalmente ho casistiche di hotel con un’ottima reputazione online ed un brand mediamente forte, le cui prenotazioni derivanti da ricerche organiche, in certi periodi della stagione, superano da sole il 50%. 

Una problematica classica per chi segue il SEO di un hotel è definire il valore reale delle prenotazioni derivanti da ricerche organiche e per questo è necessario sapere il rapporto tra queste e le prenotazioni totali dell’hotel, che siano online oppure offline. Purtroppo la strutturazione della reception, la diseducazione alla tracciatura delle prenotazioni e la fretta degli operatori offline rende il lavoro di analisi dei dati da parte del SEO manager, quasi impossibile. 


Il peso del posizionamento sui motori di ricerca con una buona strategia SEO, determina sempre buoni risultati per l'hotel e garantisce una visibilità costante nel tempo.

Alla luce degli algoritmi di Google, Panda, Penguin, Venice, fare SEO per un hotel non è semplice, non ci sono più scorciatoie, diciamo che è diventato eticamente più corretto. 

Ecco che solo il lavoro di analisi paga: contenuti approfonditi e mirati sul sito, link naturali, attiva presenza sui social network ed attenzione al mondo mobile.

Il SEO hotel non morirà mai.