La disciplina del Project Management necessita di un grande equilibrio tra hard skills e soft skills. Personalmente (però) tendo sempre a spostare la bilancia verso le competenze meno tecniche del lavoro, ma che riguardano soprattutto la gestione delle persone. Le soft skills come leadership, motivazione, gestione dei conflitti, team building hanno la capacità di far arrivare le persone oltre le loro competenze specifiche e raggiungere risultati insperati. Permettono di avere un confronto seirio e leale, rivolto all'obiettivo.

Non siamo tutti project manager, ma in tanti diciamo di esserlo. Sono sempre molto polemico nei confronti delle definizioni, perchè vedo tanta improvvisazione e poca sostanza. Siamo il Paese del "L'ho visto fare e quindi so farlo anch'io" ed invece il ruolo del PM, al di là delle competenze tecniche (indispensabili ovviamente), ha necessità di esperienza sul campo. Molti si sentono dei grandi capitani che guidano il vascello nella tempesta, ma spesso non sanno nemmeno nuotare e alle spalle al massimo hanno guidato due stagisti. Disastri certi!

Attenti a saper riconoscere un PM

Secondo la mia esperienza il PM impara a forza di testate contro il muro, di errori anche o se ha la fortuna di avere accanto un PM senior, per osmosi. Il passaggio di capacità gestionale avviene respirando l'aria nella stessa stanza, soffrendo delle stesse ansie e risolvendo gli stessi quesiti. I corsi e le certificazioni (che servono eccome) trasmettono competenze, metodi, strategie, ma non si può in qualche ora di corso insegnare a gestire un progetto, sotto pressione. Occorre stare sul campo e avere la sensibilità di osservare e immagazzinare informazioni nel tempo. Ci vuole pazienza e saper mettere a frutto le proprie conoscenze tecniche. Quello che un corso o una certificazione non insegnerà mai, è il problem solving sotto pressione. Negoziare risorse, impegni, scadenze e sequenze, attività, tempi e costi mediando gli inevitabili conflitti di competenza, di ruolo e di capacità, è una delle principali attività del Project Manager.

Un buon PM deve saper fare il fuoco con la legna che ha
Le aziende (e udite la Pubblica Amministrazione) in ogni settore stanno capendo la necessità di avere in organico la figura del Project Manager e chi non ve lo presenta, come primo interlocutore in un progetto, non risolverà i vostri problemi, ma li sta già aumentando. Un Project Manager sa che ci sono poche possibilità che tutta l’organizzazione coinvolta, si amalgami facilmente allo scopo e che sicuramente il livello di competizione sarà sempre elevato e condizionato da interessi professionali, personali e organizzativi, ma che questo è un passaggio obbligato da gestire. Non si può azzerare tutto, quasi sempre è anti economico.


(Giuliano Ciari Project Manager @ Pc Planet Srl)